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Misura

Sono una persona semplice, diciamo un essenziale, non amo l’artefatto, il caos e la mondanità. Desidero parlarvi di me come uomo, perché ritengo che il rapporto medico/paziente sia fondamentale per la riuscita di un percorso terapeutico/operatorio. Dedicare attenzioni e tempo all’ascolto delle sue attese, trasmettere fiducia; individuare eventuali fragilità psicologiche, è essenziale perché si raggiunta l’obiettivo. Sono una persona semplice, diciamo un essenziale, non amo l’artefatto, il caos e la mondanità. Al contrario, sono innamorato della natura, in particolare della montagna. Ogni qualvolta gli impegni lavorativi e famigliari mi concedono una tregua, permetto a me stesso di passare qualche ora d’isolamento, in quello che definisco il mio habitat. Scelgo una meta e raggiungo la vetta, in compagnia dei miei pensieri e delle riflessioni. Ritrovo la serenità immergendomi nei profumi e nei colori che la stagione mi offre.

Mi affascina e m’inorgoglisce riuscire a spingermi sempre più in alto, prefissarmi altitudini maggiori e percorsi più complessi. Vi starete chiedendo com’è possibile che una persona con caratteristiche come le mie, svolga una professione che sembrerebbe cozzare con tutto ciò che ho dichiarato sentirmi appartenere: la natura, l’incontaminato, la genuinità. Vi confesso che io stesso più volte - durante la mia carriera - mi sono interrogato sulle mie scelte professionali. La chirurgia plastica/estetica è considerata da molti, uno strumento per ottenere la perfezione del proprio corpo, la possibilità di fermare il tempo che scorre inesorabile. Per il sottoscritto, è lo strumento attraverso il quale si ottiene un miglioramento del proprio aspetto, la correzione di un difetto, la risoluzione di un’asimmetria, di uno squilibrio, ma in armonia con il resto del corpo, con l’età e, soprattutto, nel rispetto della salute e della sicurezza.

Se cercate la perfezione ad ogni costo, l’esasperazione di forme, volumi e dimensioni, non sono - chiaramente - il chirurgo che fa per Voi. Ricevere l’abbraccio da una paziente, alla quale ho ricostruito il seno devastato da una mastectomia, scorgere negli occhi di un ragazzino la serenità di aver finalmente risolto un difetto delle orecchie per il quale è stato oggetto di scherni dai coetanei o correggere esiti cicatriziali da precedenti atti operatori, che ne deturpavano l’aspetto estetico, impedendo a giovani donne di mostrarsi liberamente, è la risposta ai quesiti sulle mie scelte professionali.